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Il 3 gennaio l’Ansa batte la notizia della morte di Aimone Cat , penso sia doveroso portare alla conoscenza del pubblico, anche se con brevi note, la sua storia marinara.

Comandante Giovanni Aimone Cat. Primo italiano che raggiunse l’Antartide su una barca a vela progettata e costruita dai cantieri di Torre del Greco

Nato a Roma 73 anni fa, di famiglia nobiliare, il padre è stato Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, giovanissimo si appassiona alla vela  sul lago di Como sotto la guida di Sandro Volpi, e dalla vela di “circolo” passa alla vela da “lavoro” imbarcandosi sui gozzi a menaide utilizzati per la pesca e sulle barche zavorriere, che caricavano la ghiaia sui bassi fondali delle coste laziali e campane, imbarcazioni queste armate a vela latina, ed è su queste dure barche da lavoro che il giovane Aimone apprende i rudimenti dell’arte della navigazione e matura la convinzione che questo tipo di armo velico è uno dei migliori in quanto con il suo basso centro velico riesce a navigare con tutte le andature. Nel 1954 si laurea in Scienze Agrarie ma subito dopo ritorna al mare e gli anni successivi lo vedono all’Istituto Tecnico Nautico di Torre del Greco dove si diploma Capitano.

Ma non si più parlare del Comandante Giovanni Aimone Cat senza fare riferimento alla sua creatura il “ San Giuseppe Due “ la Feluca che lo ha portato in due spedizioni in Antartide dove ha svolto attività scientifica ed esplorative. Il sogno del Comandante Giovanni Ajmone Cat era quello di portare in Antartide la bandiera Italiana, così come il Duca degli Abruzzi aveva fatto al polo nord, dopo una serie di prove in mare e vari collaudi sui materiali, effettuati su di un  gozzo a vela latina  il “ San Giuseppe “, il Comandante decide di costruire il veliero e la scelta cade sui cantieri Palomba di Torre del Greco, uno dei pochi in grado di progettare e costruire una feluca come quelle che si costruivano a Torre sul finire dell’ottocento. Nel cantiere navale i fratelli Palomba, Girolamo e Giuseppe, progettano e costruiscono il veliero. La feluca della lunghezza fuori tutto di 16 metri, con un dislocamento di 35,90  tonnellate ed una superficie velica di 110mq, i materiali usati per la costruzione sono quanto di più tradizionale esiste: la quercia e l’iroko per le strutture e il fasciame, ovviamente  calafatato dai maestri calafati torresi, le vele vengono confezionate in cotone dal velaio Ascione e tutte le manovre vengono realizzate in canapa catramata e cotone ingrassato, la ruota di prua viene rinforzata con una lamiera di acciaio, per la navigazione fra i ghiacci su questa tipica imbarcazione d’altri tempi il Comandante parte il 27 giugno 1969 alla volta dell’Antartide e il 31 dicembre 1970 porta la bandiera Italiana a Deception Island, primo mezzo navale ad entrare nel continente Antartico. La spedizione viene ripetuta nel luglio 1973 ed anche in questo caso il San Giuseppe due effettua in Antartide rilievi e campionature scientifici sia idrografici che biologici. Successivamente il Comandante e la sua nave effettuano moltissime traversate sia per scopi scientifici come nel caso delle Colombiani del 92 che per scopi addestrativi, spesso imbarcando proprio gli allievi dell’Istituto Nautico di Torre del Greco.

Il Comandante Giovanni Aimone Cat avrebbe voluto donare alla citta di Torre del Greco il “San Giuseppe Due", a patto che fosse garantita al veliero una degna sistemazione, ma purtroppo non fu possibile raggiungere un’intesa con l’amministrazione locale, oggi il San Giuseppe Due è dignitosamente sistemato ad Anzio  nella tenuta del Comandante.

 

Personalmente ho conosciuto il comandante Aimone Cat, una persona affabile e cordiale e pochi sanno che aveva fatto un museo sulla sua traversata verso Polo Sud, tale museo si trova sulla via Nettunense alle porte di Anzio, io personalmente l'ho visto costruire e piano piano ho visto tutti i suoi cimeli, però ora non so se si potrà visitare, speriamo che la famiglia dia questa opportunità anche e sopratutto in ricordo del Comandante.

 

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